Arriva il licenziamento anche per le categorie protette: stangata amara dalla Cassazione

Le categorie protette non sono escluse dalla possibilità di licenziamento laddove ci siano le condizioni che lo rendono necessario. 

I licenziamenti sul lavoro possono insorgere per vari motivi e in realtà, diversamente da quello che si può immaginare, non ci sono delle categorie esenti da tali provvedimenti.

Categorie protette stangata
Nuova stangata per i lavoratori- (Terzoanello.com)

Le ultime notizie che arrivano proprio dalla Cassazione fanno luce su questo tipo di vicenda e anche su cosa potrebbe comportare per una categoria protetta un licenziamento, quindi se c’è una forma di tutela dal punto di vista pratico.

Licenziamento delle categorie protette: cosa dice la Cassazione

Il licenziamento, in ogni caso, deve essere sempre lecito. Questo vuol dire che deve esserci una motivazione specifica che determina questo tipo di intervento e deve essere anche motivata. Quando si ha un dipendente che rientra nelle categorie protette la situazione è diversa perché ci sono chiaramente degli oneri maggiori dal punto di vista legale.

Licenziamento categorie protette
Quando è possibile licenziare categorie protette- (Terzoanello.com)

Anche in questo caso però se c’è un motivo di giusta causa o un motivo soggettivo o oggettivo giustificato, il licenziamento è lecito. Chiaramente il licenziamento non deve essere relativo alla patologia della persona o alle limitazioni che questa comporta nella vita lavorativa ma deve essere una causa che prescinde da questo.

Questo perché il datore di lavoro quando assume un disabile sa che questa persona ha quella disabilità e quindi anche eventuali limitazioni connesse, quindi successivamente non può decidere di licenziarla solo perché vi sono delle circostanze specifiche, poiché ne era consapevole. Diversa la questione se questo invece non viene detto al datore, in quel caso si apre una vicenda ancora differente. Però per questioni generali come motivi disciplinari, economici, organizzativi, allora vale la regola che vige per tutti gli altri.

Il licenziamento di un soggetto disabile è regolato allo stesso modo di una persona non disabile, non ci sono quindi differenze. Diversa è ancora la situazione in cui le condizioni di salute della persona mutino improvvisamente o si aggravino, in quel caso il licenziamento è legittimo solo se la persona perde totalmente la capacità di lavorare o se ci sono condizioni pericolose per la salute.

Prima di arrivare al licenziamento in questo caso però vige sempre la precedenza del ricollocamento quindi una persona che non può più portare a termine determinate mansioni potrà essere spostata in altre condizioni quindi a svolgere un lavoro differente nella medesima azienda, andando a riadattare la sua figura in base alle necessità.

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